Un altro romanzo scritto da Nunzia: “Raccontami la mia storia” (Robin Edizioni, 2016)

18 giugno 2016 presso la libreria Git di via del Pellegrino a Roma

raccontami copertina

Una bella e calda giornata di giugno, tanti amici e sconosciuti seduti di fronte a me, Andrea Cerino, compito e serio come non mai, Anna e Alessandra al loro posto di attente libraie, Qualche flash di fotografi affettuosi che immortalano il momento… tutto pronto per la prima presentazione della mia seconda fatica letteraria: “Raccontami la mia storia”. Tra le mani di Andrea appare il libro con la sua bella copertina raffigurante un vascello che naviga tra fogli di volumi, alcuni dei quali si innalzano verso il cielo come uccelli, messaggeri alati che volano liberamente nel mondo dell’immaginario e del reale.  Così è iniziata la mia nuova avventura di autrice, un parto difficile da lanciare libero nel mondo dell’editoria.

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Marittella – come continuiamo tra amici a chiamare il volume, usando il nome della protagonista – è nata già da due anni … ma non ha trovato con facilità una culla che la accogliesse o un porto che le permettesse di affondare la sua ancora, anche se da inedito ha ricevuto tanti premi, tra cui questo:

scriviamo insieme

… fino a nove mesi fa, quando la Robin Edizioni le ha dato fiducia e la inserita nella prestigiosa collana “La biblioteca del Vascello”, che raccoglie testi classici di ieri e di oggi …

Marittella merita due parole sulla sua storia:

Una piazza di una cittadina del salernitano, affacciata sul meraviglioso mare della costiera amalfitana.

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Una turista, e non per caso, si trova, sola, sotto la calura del mese di agosto ad ammirare il Duomo, come se fosse la prima volta. Non lo é. La donna racconta in prima persona le impressioni e le emozioni che le suscita il luogo.

All’improvviso si accorge di non essere sola. Una donna piccola di statura, con un casco disordinato di capelli bianchi, le gambe penzoloni, con una borsetta rossa tra le mani si crogiola come un gatto al sole. Sembra non accorgersi di nulla e di nessuno, anzi assume l’atteggiamento di chi non vuole essere osservato, proprio come un gatto selvatico che soffia contro chi lo infastidisce. Così accade che le due donne si studiano, si confrontano, si annusano, si fanno le fusa fino a diventare amiche.

Il racconto dell’io narrante; si fonde con la voce della protagonista in un concerto di confidenze. Marittella (questo è il nome della vecchia signora-protagonista), ormai in sintonia con la “turista napoletana”, racconta le vicende della sua vita Durante una passeggiata nel vallone del Canneto, che si trova tra Ravello, la cittadina dell’incontro tra le due donne e Scala, sua sorella rocciosa dirimpettaia, due farfalle che poggiano le loro ali leggere su quelle aspre cime incorniciate dai lontani Lattari.

La vecchia donna si svela piano piano. Nata nelle campagne del nocerino, da contadini del Sud d’Italia, è l’Ultima figlia di Bartolo e Annuccia. Ha quattro fratelli e tre sorelle. Con loro, e i nonni vive felice e serena, fino al giorno in cui scoppia il primo conflitto mondiale,le cui vicende dolorose nelle trincee e sul Carso vengono narrate attraverso le lettere dei maschi, mandati a morire in un conflitto, che non sentono loro.

Marittella, finita la guerra viene allevata, curata, istruita dalla maestra del suo paese. Grazie a lei diventa una ragazza colta e sensibile, che sopporta con coraggio il periodo fascista, la seconda guerra mondiale e la morte dell’amata benefattrice.

Finita anche questa guerra, si trasferisce a Ravello, dove vive una delle sue sorelle.

Fin dall’inizio della passeggiata lungo il Canneto si capisce che quel luogo è per la vecchia contadina il simbolo di qualcosa di misterioso e magico. Il Canneto è il torrente che muove i mulini amalfitani, dove si lavorava la carta più famosa d’Europa. Per Marittella è l’acqua magica, dalla quale escono incredibilmente le icone e le voci dei suoi cari che la costringono a scavare nel passato: l’adolescenza durante e dopo le due guerre mondiali, il suo trasferimento a Ravello, l’improvviso incontro con il grande amore della sua vita, le sofferenze del loro forzato allontanamento, il ritrovamento, dopo anni di penose avventure e la prodigiosa conclusione del racconto.

Come è stato rilevato dal mio “caronte” Andrea Cerino, in questo romanzo mistero, magia, mito e un pizzico di pazzia aleggiano a memoria del mondo straordinario di Marquez e dei poemi omerici. Cosicché, se pur piccolo, va letto con lentezza e attenzione ricco com’è di tanti spunti per riflettere sulle “cose del mondo”.

Prendiamolo in parola…

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